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Il mio percorso nello Yoga

Scritto da Elena Cassinelli il 08 Marzo 2019

Il mio percorso nello Yoga non è stato del tutto convenzionale. Infatti, non era assolutamente nei miei piani divenire insegnante.

La pratica

L’incontro, seppur sporadico, con la pratica delle Asanas comincia durante l’Università, dove frequento l’Università di Scienze Politiche. E’ a Torino che mi imbatto nel primo “corso” di Yoga. Si svolge in una palestra e tralascia gran parte della disciplina, limitandosi all’insegnamento approssimativo delle posizioni fisiche.

Una volta interrotto il corso, continuo a praticare Yoga da autodidatta seguendo dei video su Youtube .

La pratica continua ad essere sporadica, superficiale e scostante negli anni, anche a causa di diversi spostamenti e trasferimenti all’estero per motivi di studio e successivamente di lavoro. Diventerà costante solo con il mio trasferimento in Portogallo.

Il trasferimento in Portogallo e l’incontro con la prima scuola di Yoga

Una volta trasferita a Lisbona comincio a frequentare delle vere e proprie lezioni di Yoga, tenute da una Maestra seguace dello Yoga Integrale (la scuola Padma Yoga). Parlo di “vere e proprie lezioni di Yoga” perché nella suddetta scuola, si insegna solo la disciplina dello Yoga (e non un’accozzaglia di discipline) nella sua totalità: accenni alla filosofia, asanas, kryas, paranayama e meditazione.

Parallelamente allo Yoga, inzio a meditare. La meditazione appare per caso, grazie ad una mia amica, già dedita alla pratica, che mi propone di meditare insieme una volta alla settimana. Gli incontri, in cui lei guida la meditazione, si trasformano anche in un momento conviviale e un’opportunità per stare insieme.

Inizialmente, frequento la scuola una volta a settimana. La pratica diventa una necessità. Nonostante le numerose camminate quotidiane e un’attività di jogging regolare, lo Yoga sembra essere l’unica disciplina che riesce a mettere a tacere i fastidiosi dolori fisici. Dolori che incombono quando si passano 8 ore davanti ad un computer. Ben presto le sessioni settimanali aumentano a due.

Nonostante frequentare le lezioni di gruppo mi dia sollievo e mi faccia sentire bene, sento che manca qualcosa alla pratica.

Proprio dal mio desiderio di sapere di più sullo Yoga e dalla volontà di approfondire la pratica, decido di intraprendere il percorso per diventare insegnante.

La scuola Padma Yoga, dove pratico costantemente, offre corsi intensivi della durata di 2 settimane. La durata del corso mi rende titubante, com’è possibile imparare le basi di una disciplina millenaria e sfaccettata in così poco tempo? Inoltre, si sviluppa il timore reale di non apprendere ad eseguire correttamente le posizioni fisiche e quindi farmi male.

L’incontro con la mia Maestra

Comincio per questo a cercare una nuova scuola.

Nel marasma delle tante scuole che offrono corsi di formazione per insegnanti, trovo finalmente quella che sarà la mia maestra: Ana Custodio.

L’approccio di Ana allo yoga per me è rivoluzionario: da anni si dedica all’insegnamento esclusivamente attraverso lezioni individuali. Le lezioni individuali sono completamente personalizzate e si adattano completamente alle esigenze del singolo.

Ciò che mi piace è anche il suo approccio alla formazione. Prima di accedere al corso formativo sono richiesti due anni di pratica e di affiancamento alla Maestra. Il corso effettivo è, invece, della durata minima di un anno, estendibile qualora non si superino i test. Durante il nostro primo incontro, Ana è molto chiara.

Insiste sul fatto che lei è disposta a insegnarmi tutto ciò che ha appreso sullo Yoga durante gli anni. Anche e soprattutto sullo Yoga come terapia integrativa per correggere problemi legati alla colonna vertebrale.

Ripete più volte che durante l’anno formativo ci saranno diversi test, pratici e teorici. Il mancato superamento dei test determina la mancata ricezione del diploma.

Tra me e Ana è subito intesa. Mi piace il suo modo diretto, la sua serietà nella selezione degli studenti e il suo volto emana una bellissima luce.

Con la mia Maestra Ana.

La formazione e l’insegnamento

Inizio a frequentare la formazione per migliorare la mia pratica e praticare Yoga da sola, senza pensare all’insegnamento.

Tuttavia la mia maestra mi sprona ad insegnare e grazie ai suoi contatti, comincio a dare lezioni senza avere ancora il diploma.

Lo Yoga diventa predominante in un momento delicato della mia vita. Lavoro full-time per una società finanziaria e il lavoro non mi soddisfa. In ufficio mi sento spesso un “pesce fuor d’acqua“. La logica delle grandi corporations non mi appartiene, il passare otto ore davanti ad un computer, chiusa in un ufficio, mi sembra una violenza.

Tuttavia, ciò che mi fa più soffrire è la consapevolezza di non portare, con il mio lavoro, nessun contributo positivo al mondo. Anzi, l’unico risultato è di aiutare una grande società finanziaria a fare ancora più soldi.

Ho sempre desiderato di portare il mio contributo per la costruzione di un mondo migliore o per aiutare le persone a stare bene.

Piano piano le lezioni di Yoga aumentano e ciò mi permette di chiedere un part-time in azienda. Con l’espansione dell’attività di insegnante di Yoga, mantenere due lavori e intanto studiare per il corso di formazione, diventa insostenibile. Per questo decido di dedicarmi esclusivamente all’insegnamento.

L’incontro con una filosofia di vita

Sebbene abbia cominciato a conoscere meglio la filosofia dello Yoga quando ero poco più che ventenne, lo stile di vita Occidentale con tutti i suoi dogmi mi è sempre risultato estraneo.

Le contraddizioni tipiche del modello di “sviluppo” Occidentale sono sempre state lampanti ai miei occhi.

Lo Yoga è l’unico sistema filosofico che riesce, ai miei occhi, a dare un senso al mondo, sia interiore che esteriore. Non si tratta di sostituire il sistema di credenze della nostra società con credenze più esotiche e accattivanti.

Lo Yoga è filosofia dell’Uomo, un metodo sostenibile che porta alla conoscenza del e, in ultimo, alla comprensione ultima della realtà.

La non violenza, l’illusione della molteplicità, l’unione del corpo con la mente e soprattutto la visione dell’essere vivente come protagonista attivo della propria vita, sono concetti che, fin da subito, mi appaiono naturali e logici.

Lo Yoga non è un semplice sport, né una religione, ma una disciplina completa e una filosofia che abbraccia ogni aspetto della nostra vita. Ci induce a riflettere sul Sé e sul mondo che ci circonda, a capire che la realtà esterna non è nient’altro che un riflesso del nostro mondo interiore.

Namastè.

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