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Satya: la verità

Scritto da Elena Cassinelli il 29 Marzo 2019

Dopo Ahimsa, Satya (verità) è il secondo degli Yamas, definiti i principi etici negli Yoga Sutra di Patanjali.

La parola sanscrita ha tuttavia un significato molto più profondo. Infatti la radice “sat” significa “vera essenza”, “vera natura”. Il sanscrito è una lingua vibrazionale, quindi una parola è molto di più di un’etichetta, racchiudendo l’essenza della parola. In fede a ciò, la parola “sat” significa “immutabile”, “senza distorsioni”.

Vivere secondo il principio di Satya significa sia vivere in armonia con la nostra vera essenza, ma anche imparare a vedere la realtà senza distorsioni.

Quante volte, a seguito di un avvenimento che ci ha urtato, ci siamo ritrovati ad ingigantire l’accaduto, facendolo di vicende e informazioni mai verificate? Questo succede quando lasciamo che la parte emotiva della nostra mente prende il sopravvento sulla parte razionale. Quando reagiamo istintivamente ad un fatto, ci lasciamo guidare dalla parte più primitiva della nostra mente che tende a modificare la nostra percezione dell’accaduto. Anziché farci travolgere dagli eventi, cerchiamo di prendere tempo prima di reagire e di processare le informazioni. Focalizzarsi sul respiro è sempre un buon metodo per rallentare l’attività cerebrale e attivare la risposta della corteccia cerebrale (la parte più “evoluta” del cervello).

Satya verso noi stessi

Sovente ci identifichiamo con i nostri pensieri, con le nostre emozioni oppure ci identifichiamo con l’idea che gli altri hanno di noi, dimenticandoci di chi siamo realmente.

Essere onesti con sé stessi è un processo lungo e talvolta doloroso. Spesso ci fa prendere coscienza che stiamo vivendo la nostra vita con il “pilota automatico”, che facciamo cose che in realtà non ci piacciono o che non ci rendono pienamente felici. Questo significa che non stiamo vivendo in armonia con la nostra vera essenza e natura, ma in base a ciò che ci è stato insegnato (a livello familiare o societario) di dover essere.

Vivere con onestà nei proprio confronti significa anche prendere atto delle emozioni che stiamo vivendo, senza identificarci con esse. E’ normale sentirsi arrabbiati, frustrati, tristi… anche quando noi proviamo determinate sensazioni, ricordiamoci che noi non siamo l’emozione. Le emozioni, così come i pensieri, sono mutabili, cambiano. Ciò che rimane immutabile nel tempo è la nostra essenza (l’atman)

Integrare la verità nella nostra vita significa prendere coscienza di chi siamo e smettere di adeguarci a un ruolo, di seguire uno schema mentale imposto dall’esterno. Significa cominciare a Vivere la nostra vita, senza preoccuparci del giudizio o opinioni altrui.  Significa anche rallentare, fare spazio all’interno della nostra mente.

Satya nelle relazioni con gli altri

Una volta che abbiamo imparato ad essere onesti con noi stessi, possiamo estendere la verità nelle relazioni con gli altri.

L’onestà è alla base di ogni relazione sana, forte e stabile. Essere sinceri con il prossimo ha diverse sfaccettature. Innanzitutto significa essere trasparenti e mostrare la nostra vera natura.

Significa anche non mentire all’altra persona, non storpiare l’accaduto, ma limitarsi a riportare i fatti accaduti. Su questo punto però bisogna chiarire che dire la verità è necessario solo quando non si arreca danno all’altro. Qualora essere onesti possa urtare o ferire l’altro, allora è preferibile agire con compassione e non fare/dire nulla.

Satya nella pratica di Yoga

Il principio di verità può essere esteso anche alla pratica di Yoga. Speso quando pratichiamo ci lasciamo travolgere dall’Ego, per cui diventa più importante l’esecuzione di quella posizione fisica piuttosto che il rispetto del nostro corpo e dei nostri limiti.

Nello Yoga non c’è competizione e il punto di arrivo non è l’esecuzione perfetta dell’asana. Il punto di arrivo, se proprio vogliamo trovarne uno, è la scoperta del nostro Sè, che avviene anche attraverso il corpo. Così come non dobbiamo usare violenza (himsa) durante la pratica, forzando il nostro corpo a rimanere in una determinata posizione, non dobbiamo neanche mentire a noi stessi. Quando una posizione è particolarmente difficile e dolorosa, facciamo un passo indietro. Proviamo ad allentarla, riconosciamo onestamente e apertamente che quello è il nostro limite.

Portare più verità nella nostra vita è un modo per vivere meglio non solo le relazioni con gli altri, ma anche e soprattutto è un modo per instaurare una relazione più sana con noi stessi.

 

Namastè :)

 

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