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Natarajasana: la mitologia della posizione del ballerino

Scritto da Elena Cassinelli il 08 Agosto 2019

La posizione di Natarajasana è una posizione piuttosto comune dell’Hatha Yoga.

E’ una posizione di equilibrio e una retroflessione al tempo stesso. La sua complessità ci insegna a lasciar andare le nostre paure attraverso l’apertura del cuore. La posizione di Natarajasana ci aiuta a vedere la vita più chiaramente, in maniera più lucida.

Quando capiamo che non siamo legati a nulla – al dolore, alla felicità, ai beni materiali, al nostro corpo- diventiamo esseri liberi.

Shiva rappresenta la liberazione dalla nostra paura del cambiamento. In quanto esseri eterni, non veniamo né creati né distrutti, ma possiamo soltanto cambiare forma. Dimentichiamo questo concetto quando, lontani dalla conoscenza della nostra vera essenza, ci identifichiamo con i beni materiali, con il nostro corpo o con i pensieri. Quanto pratichiamo la posizione di Natarajasana esaminiamo e comprendiamo la nostra paura di cadere. Attraverso la ricerca dell’equilibrio coltiviamo la consapevolezza che solo attraverso il mantenimento di questo equilibrio la libertà viene raggiunta.

La mitologia

Natarajasana – ballerino cosmico– è una delle, tante, rappresentazioni del Dio Shiva. Nella mitologia indiana Shiva rappresenta il Dio della distruzione (nella trimuti, oltre a Shiva, troviamo Brahma che rappresenta il creatore e Vishnu, ovvero il conservatore dell’Universo).

Shiva è colui responsabile della distruzione dell’Universo affinché, dalle ceneri della distruzione, si possa creare una nuova realtà. Infatti Brahman, il creatore, può operare solo una volta che l’azione di Shiva è compiuta.

Nella versione del ballerino cosmico, Shiva viene rappresentato con quattro braccia, un cobra attorno al corpo, mentre danza su uno gnomo ed è circondato da un cerchio di fuoco.

Il simbolismo

Il cobra posto attorno al collo di Shiva rappresenta la natura tossica di avidya, ovvero  l’illusione che ci impedisce di comprendere che la nostra vera natura è divina. La nostra ignoranza sulla vera natura – divina – dell’uomo, ci porta a identificarci con L’ego, causando dolore e sofferenza. Attraverso la pratica dello Yoga entriamo in contatto con la nostra vera essenza, diventando consapevoli del divino che è in noi.

Il cerchio di fuoco, dentro al quale Shiva danza, rappresenta invece il samsara, il ciclo di morta e rinascita alla quale il mondo materiale è legato.

Natarajasana ha quattro braccia: in una mano tiene saldo un tamburo, che scandisce il ritmo del tempo. Shiva danza al ritmo scandito dal suo tamburo, ogni percussione è morte e rinascita. In un’altra mano si trova la fiamma della conoscenza attraverso la quale si può dissipare il buio dell’ignoranza causata da avidya. Infine, un palmo della mano è rivolto verso il basso, rappresentando l’occulto, mentre l’altro è rivolto all’esterno, significando così la rivelazione.

Il nano su cui Shiva danza rappresenta l’ignoranza umana, ovvero la tendenza ad identificarci con l’Ego. Lo gnomo causa dramma, è malizioso e ci porta fuori strada. Ma non Shiva, che essendosi liberato dall’avidya, domina il nano.

Image via http://www.ayurvedayogapractice.com

Benefici

La pratica di questo asana contribuisce a:

  • aumentare l’energia,
  • rafforzare e tonificare le gambe
  • espandere i polmoni e il petto
  • migliorare la mobilità delle scapole e delle spalle
  • prevenire problemi alla colonna vertebrale
  • migliorare la nostra autostima.

Namastè!

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